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Giappone – itinerario di 12 giorni tra templi e modernità

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Non è un caso che io abbia scelto l’itinerario di questo viaggio come primo articolo. Oltre ad essere stato il nostro viaggio di nozze e ad avere una leggera ossessione per tutto quello che riguarda il Giappone, è stato il viaggio che ha dato una svolta alla mia spiritualità: una volta tornata in Italia, ho deciso di avvicinarmi al buddismo. Capirete quindi quanto io ci sia affezionata!

Molti pensano che sia un paese complicato da visitare in autonomia e con costi esorbitanti ma, come leggerete dal mio racconto, non c’è niente di difficile e niente di impossibile. Noi siamo riusciti a spendere pochissimo e a sfruttare al meglio i 12 giorni a nostra disposizione.

Come raggiungere il Giappone

Oggi sono molte le compagnie che collegano l’Italia con i principali aeroporti giapponesi. Prime fra tutte ANA e ITA che offrono voli diretti su Tokyo; Se volete però risparmiare, focalizzatevi su voli con scali, ad esempio: Etihad vola sia da Malpensa che da Fiumicino e in alcuni periodi dell’anno offre tariffe anche sotto i 600€ per persona.

Noi abbiamo scelto Turkish Airlines perchè risultava la più economica in assoluto e avendo uno scalo di circa 24ore ci offrivano anche il pernottamento ad Istanbul.

Alloggi

Sfatiamo subito il mito sul fatto che il Giappone sia un paese caro, non è vero. Lo era forse un tempo, quando esisteva la lira, da quando c’è l’Euro la situazione è davvero cambiata. Se non avete grandi pretese sugli alberghi potrete soggiornare in strutture ottime senza dover spendere cifre da capogiro. Un esempio? Noi a Tokyo abbiamo soggiornato in un ostello con camera e bagno privato con un ottimo rapporto qualità-prezzo.

Sicuramente se vorrete provare l’esperienza di dormire in ryokan probabilmente avrete dei costi maggiori ma solitamente è una soluzione che include nel prezzo anche colazione e cena tipica.

Come muoversi

Niente di più facile e comodo dei treni della compagnia JR che collegano in modo efficiente tutto il Giappone.

Se decidete di includere nel vostro itinerario Tokyo e Kyoto, vi suggerisco l’acquisto del Japan Rail Pass, un abbonamento solo per turisti, da acquistare prima della partenza e della durata di 7 o 14 giorni con possibilità di scegliere tra 1° o 2° classe. Il costo è di circa 250/300€ per persona (cambia leggermente in base all’andamento del cambio) ma considerate che il solo viaggio da Tokyo a Kyoto con treno shinkansen (treno proiettile) costa decisamente di più. Oltre ad aver diritto ad utilizzare lo shinkansen, esperienza secondo me imperdibile, potrete utilizzare tutti i treni delle linee ferroviarie con la sigla JR.

La metropolita di Tokyo conta ben 13 linee: guardando una mappa della rete vi sembrerà complicata ma in realtà funziona tutto perfettamente ed è tutto così ordinato che sarà davvero un gioco da ragazzi. Per utilizzare le linee della metro di Tokyo dovrete acquistare la Suica Card, una carta ricaricabile su qui caricare i vostri yen e che passerete ogni qualvolta entrerete/uscirete da una metropolitana della città. Tokyo non ha un biglietto unico, il costo del tragitto viene calcolato automaticamente a seconda di dove siete partiti e dove siete scesi.

Grazie al Japan Rail Pass, potrete utilizzare anche la Yamanote line, una linea ferroviaria circolare che tocca i principali luoghi di Tokyo. Ueno è uno dei quartieri toccati dalla Yamanote line e infatti noi l’abbiamo utilizzata tantissimo.

Giappone - itinerario di 12 giorni
JR Yamanote Line

Come farsi capire

Non tutti i giapponesi parlano bene inglese. Diciamolo! Nelle grandi città, negli aeroporti o alla reception degli hotels quasi tutti parlano inglese, ma gli abitanti non più giovanissimi e nei piccoli negozietti o nelle piccole città no. Non c’è però da preoccuparsene più di tanto, un modo per farsi capire lo si trova sempre: il popolo giapponese è davvero molto cordiale e gentile.

Le indicazioni e le informazioni nelle stazioni ferroviarie e nelle metropolitane vengono riportate sia in caratteri giapponesi che in caratteri occidentali e in questi luoghi anche gli annunci vengono ripetuti prima in giapponese e poi in inglese quindi non avrete nessuna difficoltà nel muovervi.


Itinerario di 12 giorni tra templi e modernità

Giorno 1 – Tokyo

Siamo partiti da Roma Fiumicino la mattina molto presto, il nostro volo prevedeva uno scalo di circa 3 ore ad Istanbul e dopo un totale di 12 ore siamo arrivati all’aeroporto di Narita in tarda mattinata. La prima cosa fatta, dopo le pratiche d’ingresso e il ritiro bagagli, è stato attivare il Japan Rail Pass e comprare la Suica Card.

Il nostro hotel si trovava nel quartiere di Ueno, dall’aeroporto ci sono vari modi per raggiungere la città: bus limousine, treni, shuttle e se atterrate anche voi all’aeroporto di Narita e avrete il JRP, potrete utilizzare anche il treno “Narita Express”. Noi abbiamo scelto un treno locale della JR Keisei Line: sicuramente una delle soluzioni più lente, abbiamo impiegato circa 1 ora e mezza per raggiungere Ueno, ma rispetto al Narita Express questo treno ci ha portati a destinazione senza dover fare alcuno scalo.

Stazione ferroviaria di Ueno

Ueno è un quartiere piuttosto grande e dopo esserci sistemati in ostello, siamo andati a visitare il Ueno Park, uno dei 5 parchi più antichi del Giappone, conosciuto soprattutto per lo Zoo, per i molti musei e come ritrovo durante la stagione della fioritura dei ciliegi. Essendo fine settembre, qui il sole tramonta verso le 17.30 e visto il lungo viaggio, dopo un breve giro e una cena veloce, siamo tornati in hotel per riposare.

Giorno 2 – Tokyo

Il primo vero giorno a Tokyo lo abbiamo dedicato alla visita della zona intorno alla Stazione di Tokyo e di Akihabara “il paradiso per gli amanti della tecnologia”.

Il Palazzo dell’Imperatore, o più precisamente il giardino anteriore della struttura, è stata la nostra prima tappa. Il Palazzo, sorge dove originariamente si trovava il Castello di Edo ed è circondato appunto da giardini, fossati e massicci muri di pietra.

Giardini del Palazzo Imperiale di Tokyo

Trattandosi della dimora abituale dell’imperatore, il palazzo e il resto dei giardini non sono aperti al pubblico se non nel giorno del compleanno dell’Imperatore. Naturalmente il giardino anteriore non è paragonabile a quello “della signora al terzo piano”, ma più simile ai Parchi di Nervi a Genova o il Bosco di Capodimonte a Napoli, forse anche di più! (se non conoscete questi due parchi visitateli perchè entrambi meritano!).

Uscendo dalla stazione di Tokyo Maronuchi ci siamo trovati direttamente a pochi metri da uno degli ingressi, in corrispondenza del Parco fontana Wadakura: una piazza grandissima con giochi d’acqua, costruita nel 1961 per commemorare le nozze dell’imperatore Akihito e dell’imperatrice Michiko.

Parco fontana Wadakura

La cosa straordinaria è che passeggiando all’interno del giardino, si viene immersi in una realtà surreale lontana anni luce dal caos della megalopoli; guardandovi intorno da un lato vi troverete tutti i grattaceli della zona governativa mentre sull’altro lato, le mura della residenza imperiale da cui si intravede qualche particolare delle strutture “proibite”.

Abbiamo impiegato tutta la mattinata per visitare il giardino anteriore e il giardino nazionale Kyoko Gaien con la statua dedicata al famoso samurai Kusonoki Masashige, simbolo di lealtà coraggio e devozione all’Imperatore.

Giardino anteriore del Palazzo Imperiale

Al termine abbiamo raggiunto in metro Akihabara detta anche Akiba, conosciuta come la città dell’elettronica. E’ il quartiere delle luci psichedeliche, delle grandi insegne luminose, dei manifesti di manga e anime ovunque e di negozi per cosplayer: E’ la mecca di noi nerd!

Akihabara

C’erano negozi di elettronica ad ogni angolo del marciapiede e librerie manga infinite; per negozi di elettronica non intendo i negozi ai quali siamo abituati noi italiani, parlo di interi palazzi di minimo 6/7 piani, ognuno dedicato ad un reparto differente e dove l’ultimo piano solitamente viene riservato ai ristoranti.
Abbiamo girato in lungo e in largo e ci siamo fermati a mangiare in un ristorante poco turistico dove abbiamo assaggiato per la prima volta i famosi udon. E’ stata un’esperienza strana: eravamo gli unici turisti e avevamo puntati addosso gli occhi di tutti i clienti del locale; non sempre i gaijin (gli stranieri) vanno a mangiare dove mangiano i giapponesi.

Tra i tanti grattaceli visti, non poteva mancare un palazzo dedicato alla SEGA: 8 piani di sale giochi con tutti videogiochi della Sega: che ve lo dico a fare, siamo figli degli anni ’80, cresciuti a pane e videogiochi Sega, che fai? Non te lo fai un giro e anche qualche partitina? Yes Baby!😁😎

Dopo l’intero pomeriggio passato qui, ci siamo incamminati verso l’hotel: alla fine distava solo 1km e abbiamo scoperto che anche Ueno è un quartiere molto vivo con una grande varietà di negozi, ristoranti e conbini (supermercati aperti h24).
Siamo arrivati in albergo quasi alle 20.00 e stanchi e affamati abbiamo deciso di andare a mangiare in un ristorante cinese non lontano. Ne siamo rimasti un po’ delusi, a parte i sapori totalmente differenti da quelli a cui siamo abituati, che può starci, molti piatti che conosciamo in Italia non esistono ma soprattutto non è stato per niente economico!

Giorno 3 – Tokyo

La sveglia per noi qui suona sempre prestissimo, quando organizzo i miei viaggi, più che degli itinerari tiro giù dei veri tours de force. Le cose da vedere sono sempre tante e i giorni a disposizione sono pochissimi!

Prima tappa Asakusa. Qui si trova uno dei templi più antichi della città di Tokyo: il Senso-ji.

Nakamise-dori

Per arrivare al tempio si attraversa la Nakamise-dori, un viale pieno di negozietti di souvenir dove è impossibile non fermarsi a comprare qualcosa; molti negozi vendono prodotti tipici come i manju, dolcetti con il ripieno di fagioli azuki: li abbiamo assaggiati…beh a me non piacciono i fagioli quindi mi sono rifiutata di assaggiarli, ma Gianluca che adora i fagioli, non ha comunque gradito tantissimo!

Senso-ji

Arrivati al tempio abbiamo assistito alle procedure di purificazioni che i fedeli svolgono prima di entrare e li abbiamo imitati: ci siamo avvicinati a dei grossi contenitori con all’interno dei bastoncini d’incenso accessi e con le mani abbiamo spinto il loro fumo verso di noi. Successivamente abbiamo immerso un mestolo di bamboo dentro ad una sorta di vasca piena d’acqua e con quell’acqua ci siamo lavati mani e bocca. Entrambi i gesti servono a scacciare la negatività e a purificarsi: finalmente eravamo pronti per entrare! Prima di rivolgere le proprie preghiere alle divinità, ci s’inchina due volte, si battono le mani e dopo aver pregato in silenzio, si conclude con un altro inchino. Troverete sempre qualcuno intento a pregare ed ogni volta ci si resta incantati a guardarli.

Considerato il fatto che il tempo non fosse dei migliori, una volta usciti dal Senso-ji, abbiamo deciso di andare verso Ginza e Shibuya.

Ginza è considerata la fifth avenue di Tokyo, qui potrete trovare negozi lussuosissimi, uffici governativi e musei. Dopo aver trovato un negozio di Hello Kitty dal quale sono dovuta uscire prima di spendere tutti i miei risparmi, siamo entrati al Sony building; al suo interno troverete una grande esposizione di tutti gli articoli Sony e un negozio duty-free per acquistare prodotti non esistenti in Italia e a prezzi inferiori: noi siamo usciti con un portatile Vaio, che in Italia non è mai esistito, ad un prezzo ridicolo!

Shibuya

Vedere Shibuya per noi è stata contemporaneamente un’impresa e uno shock: ci siamo tornati due volte, la prima con ancora la luce del giorno e la pioggia: la stazione della metropolitana è talmente grande e affollata che ci siamo persi; ogni stazione ha diverse uscite/entrate che ti catapultano in luoghi spesso assai differenti tra loro e se non leggi bene le indicazioni ci metti un po’ a trovare quella giusta. Ci siamo tornati una seconda volta, stando attenti a seguire il flusso di gente e siamo riusciti ad uscire dalla stazione: è tutto assurdo qui, sei circondato da grattaceli con insegne luminose e luci psichedeliche, una mandria di gente cammina e attraversa all’unisono l’incrocio pedonale più grande e famoso al mondo: sembrava tutto surreale, quasi una scena di un film!

Statua di Hachiko a Shibuya

Dopo un po’ di shopping in qualche negozio e dopo aver visto la statua del cane Hachiko, simbolo di Shibuya e della fedeltà canina, siamo ritornati a Ueno e siamo andati a mangiare udon in un piccolo locale vicino all’hotel.

Giorno 4 – Tokyo

La pioggia non ci da tregua. Abbiamo deciso di passare la giornata tra la Tokyo Tower e vari negozi di elettronica ad Akihabara per comprare decine di cose inutili da portare in Italia; un esempio? Un braccio di plastica che prende le patatine dalla busta evitando che l’utilizzatore possa sporcarsi le mani. Usato una sola volta per prova.

La Tokyo Tower è quella grande torre che ricorda “vagamente” la Tour Eiffel: sarebbe identica se non fosse per il fatto che questa è di color bianco e rosso ed è più alta.

Tokyo Tower

Acquistando il biglietto è possibile salire al punto panoramico da cui si può ammirare tutta la città. Noi l’abbiamo vista di giorno con la pioggia ma non contenti, ci siamo tornati anche di sera ripagando un nuovo biglietto. Siamo riusciti così a fare delle foto spettacolari e soprattutto abbiamo mangiato per la prima quello che è poi diventato negli anni un mio cavallo di battaglia nonché il mio comfort-food preferito: il riso al curry giapponese!

Curry rice

Se non lo avete mai assaggiato DOVETE ASSOLUTAMENTE FARLO! Il curry giapponese non è come quello indiano: è un insieme di spezie, tra cui il curry stesso e si può trovare facilmente in tavolette solide, dalla meno piccante alla extra piccante. Si fanno sciogliere fino a formare una cremina densa e calda e si accompagna a riso bianco, carne o verdure…io ho imparato a cucinarlo grazie ad Ando-san, il papà di Michiko, una mia amica giapponese, ma questa è un’altra storia.

Dopo aver riempito la pancia con questa squisitezza siamo rientrati in hotel e siamo andati a dormire presto, coscienti del fatto che l’indomani sarebbe stata una giornata memorabile!

Giorno 5 – Tokyo Disney Resort

Il quinto giorno a Tokyo lo abbiamo dedicato al Disney Resort. Lo so, molti di voi si chiederanno: dovevi andare fino in Giappone per vedere Disneyland? Credetemi, volevo andarci da sempre e dopo aver visto foto e video di quello a Tokyo non potevo non andarci! A Disneyland si torna tutti bambini!

Tokyo Disneyland

Non vi parlerò delle attrazioni provate o delle file interminabili, ma la giornata per noi è stata memorabile soprattutto per l’avventura vissuta prima di entrare nel parco. Raggiungere il posto da Tokyo città è semplicissimo, sono circa 30 minuti di treno dalla Tokyo Station senza cambi e la fermata Jr Maihama è proprio in prossimità dell’ingresso. Potrete acquistare i biglietti direttamente sul sito scegliendo data, numero di giorni e quale parco visitare tra Tokyo Disney e Sea Resort. Se deciderete di soggiornare in uno degli hotel del parco, potrete acquistare i biglietti direttamente in loco.

Noi abbiamo acquistato i biglietti in loco ma avendo una carta bancoposta dovevamo prima prelevare i contanti (i prelievi con il vecchio bancoposta in Giappone si potevano fare solo dagli ATM postali e non sempre era facile trovarli). Per non perdere la metropolitana e non arrivare troppo tardi al parco, decidemmo di prelevare lì nei dintorni una volta sul posto. Ricordo ancora che recitammo: “Vuoi che non ci sia una posta per prelevare vicino Disneyland? Impossibile!”😑. Inutile dire che la smentita arrivò quasi subito e fummo costretti ad avventurarci nella zona di Maihama alla ricerca di un Ufficio Postale; ricordate le viuzze dei cartoni giapponesi come Kiss me Licia o Doraemon? Beh era tutto uguale, avevamo come l’impressione che da un momento all’altro ci saremmo scontrati con Andrea e Giuliano 😅 purtroppo non è stato così (ovvio!), ma non abbiamo trovato nemmeno uno sportello ATM o un ufficio postale se non dopo molto girovagare e aver provato a chiedere informazioni a qualche passante che ci guardava come se fossimo alieni; siamo finiti in un minimarket sperduto dove quasi sicuramente siamo stati gli unici ad entrare e per farci capire siamo dovuti ricorrere a gesti e disegnini.

Che avventura! Alla fine però ce l’abbiamo fatta e siamo potuti tornare al parco divertimenti più bello del mondo!

Giorno 6 – Tokyo/ Kyoto

I prossimi tre giorni saranno dedicati a Kyoto e ai suoi dintorni. Per non sprecare la giornata siamo partiti con lo shinkansen delle 8 quindi sveglia all’alba!

Lo Shinkansen, o treno proiettile impiega circa 3 ore per andare da Tokyo a Kyoto (per una distanza di circa 550km), come detto prima, con il JRPass, si ha la possibilità di utilizzarlo, ma è necessaria la prenotazione del posto a sedere. Sono treni ultra veloci e non sono paragonabili nemmeno alla nostra Alta Velocità. I sediolini sono tutti nel senso di marcia e una volta arrivati a destinazione, prima di ripartire, degli addetti salgono a bordo per pulire e girare tutti i sedili nel nuovo senso di marcia: la me vomitina ha apprezzato molto questo servizio🤢.

Treno shinkansen

Ogni fermata effettuata dal treno viene annunciata prima dalla voce giapponese e poi da quella inglese e se qualcuno per caso non avesse sentito o capito, c’è un led luminoso che trasmette il messaggio sia con caratteri giapponesi che con caratteri occidentali.

Arrivati a Kyoto indovinate un po’ chi ci aspettava? La pioggia! Per fortuna avevamo preso degli ombrelli “in prestito” dall’ostello di Tokyo che avremmo poi restituito dopo qualche giorno. Anche qui avevamo prenotato un ostello con camera e bagno privato ma una volta arrivati, non essendo orario di check-in, non solo non c’era nessuno ad accoglierci ma addirittura la porta di ingresso era chiusa a chiave quindi non potevamo nemmeno ripararci dalla pioggia. Con le valigie al seguito e vista la pioggia incessante abbiamo deciso di non aspettare e non avendo ancora pagato il soggiorno ci siamo allontanati alla ricerca di un’altra sistemazione.

Kyoto station

Fortunatamente nei pressi della stazione ci sono diversi hotel e abbiamo trovato quello che faceva a caso nostro; nonostante all’apparenza sembrasse molto costoso, siamo riusciti a trovare una camera disponibile per il periodo di cui avevamo bisogno e pagando la stessa somma dell’ostello! La stanza era super spaziosa e in bagno avevamo il famoso wc elettronico con bidet incorporato con tanto di luci e musica incluse (potrei pubblicare i video girati in quel bagno ma c’è una dignità da mantenere quindi non lo farò).

Una volta sistemati, ci siamo diretti subito in stazione e con la JR Nara line ci siamo diretti ad Inari.

Da qui, abbiamo visitato Inari Shrine, uno dei santuari shinto più famosi del Giappone, conosciuto per i suoi 10000 torii rossi che disseminati lungo una serie di sentieri portano alla foresta del Monte Inari. I torii sono quelle specie di porte in legno rosse, ognuna con incisioni corrispondenti ai nomi delle persone che li hanno donati al santuario e la data della loro donazione.

Torii di Inari Shrine

Per visitare tutta l’area ci vogliono circa 3 ore ma essendo ad accesso libero, potete arrivare fin dove riuscite e tornare indietro quando vorrete, percorrendo sempre lo stesso sentiero.

Siamo infine tornati a Kyoto e abbiamo gironzolato intorno alla stazione. A differenza di Tokyo, conserva decisamente meglio il suo aspetto originario ed è facilissimo imbattersi in santuari minori o in edifici tipici.

Se soggiornate in zona stazione non sarà difficile trovare un luogo per mangiare: la stessa stazione, ha l’aspetto di un centro commerciale con una decina di piani e una vasta scelta di ristoranti.

Hotel consigliato: Keihan Grande Kyoto

Giorno 7 – Kyoto

Intera giornata dedicata alla città di Kyoto. In stazione abbiamo acquistato un abbonamento giornaliero per utilizzare in modo illimitato bus e metro così da muoverci liberamente.

Il primo tempio da visitare è senza alcun dubbio il Kinkakuji Temple, detto anche Padiglione d’oro.

Kinkakuji Temple

Il padiglione è ricoperto interamente da fogli d’oro ed è una ricostruzione del 1955; la struttura originaria fu bruciata da un monaco nel 1950. Il suo perimetro è circondato da uno stagno con varie isole di pietra e da uno stupendo parco. E’ un luogo davvero meraviglioso ma vista la sua fama, preparatevi a trovarvi in un luogo affollato, frequentato anche da molte scolaresche.

Al termine spostandoci rigorosamente a piedi, abbiamo continuato il nostro giro con la visita del Ryoanji Temple conosciuto per il suo giardino zen e il Ninnaji Temple formalmente chiamato “Vecchio palazzo imperiale di Omuro”, usato per diverso tempo come residenza imperiale. Il tempio è sede della scuola Omuro del buddhismo Shingon, dove viene insegnata l’arte della disposizione dei fiori, l’ikebana. Nel periodo della fioritura dei ciliegi il giardino si colora completamente di rosa!

Kiyomizu-dera

L’ultimo tempio visitato è stato il Kiyomizu-dera, letteralmente “tempio dell’acqua pura”, sorge sulla cascata di Otowa. Dal 1994 è nella lista dei siti patrimonio Unesco ed è conosciuto soprattutto per la sua terrazza panoramica in legno da cui si ha una vista mozzafiato sui numerosi alberi di ciliegi, aceri e in lontananza sulla città di Kyoto.

Visitare i quattro templi ha portato via gran parte della giornata ed essendo quasi ora di cena abbiamo deciso di prendere un bus per raggiungere il quartiere delle Geishe. Gion è un quartiere che conserva perfettamente il suo fascino antico; le grandi strade che lo circondano pullulano di locali e ristoranti moderni presi d’assalto da giovani e turisti, ma una volta entrati in Hanamikoji Street, si respira un’aria totalmente diversa che ti catapulta indietro nel tempo. Se siete fortunati potrete incontrare una Maiko, l’apprendista Geisha, che uscendo dalla propria casa si dirigerà verso i vari ristoranti per intrattenere ancora oggi i clienti e i turisti con cerimonia del tè, danze e canti.

Gion

Siamo riusciti anche noi a incontrare una Maiko e a farle una foto (alquanto mossa) ma non credo affatto che siano contente di essere costantemente fotografate o inseguite da turisti curiosi. Tappa successiva Nara e poi rientro in treno a Tokyo!

Giorno 8 – Kyoto/ Nara / Tokyo

Nara un tempo fu capitale del Giappone e si trova non molto lontano da Kyoto, con il treno della Jr Nara Line sono circa 30 minuti di viaggio. E’ famosa per i suoi cervi e per il tempio Todai-ji. I cervi sono liberi di girare non solo per il parco ma proprio per la cittadina; ce ne sono circa 1000 e sono considerati sacri. In giro è pieno di cartelli con le regole di comportamento da rispettare in loro presenza.

Cervo sacro di Nara

I viali del Nara Park portano al tempio, ed è facile qui imbattersi non solo nei cervi ma anche nei venditori di mangime. Potrete comprare del cibo e sarete circondati in brevissimo tempo da cervi affamati! Io che sono fifona li ho solo ammirati dalla giusta distanza e mi sono limitata a fotografarli.

Come dicevo, oltre ai cervi, Nara è importante per il tempio Todai-ji e il suo grande Buddha: una statua rappresentante Buddha realizzata in bronzo e alta circa 15metri.

Grande Buddha di Nara

E’ tempo di rientrare a Kyoto e salire sullo shinkansen che ci riporterà a Tokyo. Siamo arrivati all’ora di cena e sulla strada verso l’hotel abbiamo trovato un piccolissimo ma caratteristico locale dove poter mangiare il Ramen; di turisti nemmeno l’ombra, solo persone del posto e il proprietario/cuoco che non parlava altro che giapponese, tuttavia in questi luoghi si trovano sempre macchinette (tipo i distributori di bibite) con i disegni delle pietanze e i rispettivi costi; una volta scelto il piatto, è bastato schiacciare il tasto in corrispondenza del prezzo e questo ha generato lo scontrino con il nostro ordine.

Il cuoco, una volta pronta la pietanza, urla richiamando l’attenzione dei presenti che devono andarsela a prendere; ve lo immaginate questo qui che urla RAMEN e noi che corriamo a prenderci le ciotole!!?? 🤣

Ramen

Dopo aver rumorosamente consumato (come da usanza locale) una mega ciotola di ramen per soli 320 yen, siamo tornati in hotel e buonanotte!

Giorno 9 – Nikko

Giornata dedicata alla visita di Nikko: un paesino di montagna a circa 2 ore da Tokyo. Per arrivarci, abbiamo preso 2 treni: uno shinkansen e un treno locale della JR Nikko Line (entrambi inclusi nel nostro JRPass).

Anche in una giornata soleggiata e con cielo limpido di fine settembre, essendo in montagna, l’aria era decisamente freddina; vi consiglio quindi di portarvi una giacca per ripararvi dall’aria pungente (cosa che noi non abbiamo minimamente pensato di fare 😣). Una volta usciti dalla stazione, ci siamo ritrovati subito sulla strada principale e dopo una camminata di circa 20-30 minuti abbiamo raggiunto il Shinkyo Bridge letteralmente “sacro ponte”, dall’aspetto tipicamente giapponese, di colore rosso e posizionato all’ingresso dei santuari e dei templi di Nikko.

Shinkyo Bridge

E’ considerato uno dei ponti più belli del Giappone, soltanto per attraversarlo dovrete pagare circa 300 yen, spesso è usato dai giovani sposini per immortalare il loro giorno speciale. Noi ce la siamo cavata facendo le foto da un ponte moderno a breve distanza e senza pagare nulla. 😎

Non distante da qui, inziano i percorsi che portano ai vari templi, ce ne sono davvero moltissimi alcuni anche poco segnalati; sono posizionati spesso dopo lunghe salite o ripide scalinate. L’attrattiva principale è sicuramente il Toshogu Grand Shrine, Patrimonio dell’Unesco come molti altri templi di questa zona, importante per il suo significato storico-culturale risalente al periodo Edo. Qui sono infatti conservati i resti del samurai Tokugawa Ieyasu, una delle figure più rilevanti e importanti della storia del Giappone e dove ogni anno in suo onore vengono organizzati i Grand Festival d’autunno e di primavera.

Ogni angolo di questo Santuario è ricco di incisioni e decorazioni, ci si potrebbe passare giornate intere ad ammirarne l’attenzione, la cura e i minimi dettagli.

Una delle più conosciute è quella raffigurante le tre scimmie sagge del “non vedo il male, non sento il male, non parlo male”: le tre scimmie insegnano ad evitare l’aspetto negativo della vita soffermandosi sul non vedere, non dire e non sentire il male.

Se avete più di un giorno e siete amanti dei paesaggi di montagna dedicate un secondo giorno alla scoperta delle innumerevoli cascate presenti nella zona.

Consiglio: fate abbondante scorta di acqua perchè una volta arrivati in cima al Toshogun Shrine i distributori saranno solo per bottiglie di tè verde freddo amaro e se non ne siete amanti, rimarrete a bocca asciutta!

Giorno 10 – Kamakura

E’ quasi giunta la fine del nostro viaggio. Il Giappone è un paese pieno di meraviglie naturali e non. Speriamo di riuscirci a tornare quanto prima per poter continuare la nostra scoperta del Paese. La decima giornata l’abbiamo dedicata a Kamakura.

“Sviluppa sempre più la tua fede fino all’ultimo momento della tua vita, altrimenti avrai dei rimpianti. Per esempio, il viaggio da Kamakura a Kyoto dura dodici giorni: se viaggi per undici giorni e ti fermi quando ne manca uno solo, come puoi ammirare la luna sopra la capitale?”

Nichiren Daishonin

Kamakura è forse il luogo che più di tutti non dimenticheremo mai. E’ una località a circa 2 ore di treno da Tokyo; in passato fu capitale del Giappone e luogo di grande importanza per il buddismo zen e per il buddismo dei devoti del Sutra del Loto fondato dal monaco Nichiren (di cui io faccio parte!). Oggi è molto conosciuta e frequentata dai turisti per via del Daibustu, conosciuto anche come Grande Buddha di Kamakura.

Prima di partire, avevo letto sulla nostra Lonely Planet, che la statua del Grande Buddha poteva essere raggiunta in breve tempo dalla stazione di Kamakura oppure dalla stazione di Kita-Kamakura, tramite un comodo e semplice sentiero di circa 3 km che attraversa la lussureggiante vegetazione del luogo. Soffermatevi sul comodo e semplice: non era nessuna delle due cose.

Se siete amanti della comodità e volete raggiungere il Daibutsu in breve tempo, scendete a Kamakura station, la stazione principale, vi basterà percorrere un viale largo, comodo e circondato da negozi . Se siete folli, volete scendere dal treno il prima possibile e vi piace sudare un po’, allora fate come abbiamo fatto noi: scendete a Kita-Kamakura! Consiglio spassionato: fate colazione prima, perchè a Kita-Kamakura non troverete quasi nessuno e soprattutto troverete un unico cafè con prezzi ELEVATI (2 caffè americani e un toast circa 1500 yen).

Giardino interno Tempio Kamakura

Nei dintorni di Kita-kamakura abbiamo trovato molti templi buddisti zen, con all’interno giardini meravigliosi ma la nostra avventura è partita da una scalinata vicino al Jochi-ji... non c’era praticamente nessuno se non due avventurieri più pazzi di noi che si sono incamminati nella Daibutsu Hiking Trail, questo il nome ufficiale del sentiero, per noi era solo come perdersi e morire sulle montagne giapponesi. Ci siam fatti coraggio vedendo che i turisti andavano avanti e ci siamo addentrati nel bosco. Dopo 10 minuti i due avventurieri si erano volatilizzati e non sapevamo se fossimo noi ad aver sbagliato strada o loro. Abbiamo proseguito comunque e alla fine il dubbio ci è stato tolto da un signore sulla settantina che si trovava lì per fare jogging, nel bosco, da solo, a settant’anni… Mah!😨

In alcuni momenti abbiamo seriamente pensato fosse un serial killer e abbiamo iniziato a documentare con prove video da lasciare ai posteri ma alla fine il signore era solo gentile ed è riuscito a convincerci che eravamo sulla strada giusta. Ci ha guidato per un tratto di sentiero facendo sì che poi potessimo proseguire da soli e arrivare così a destinazione. Penso che quello sia stato il nostro primo trekking in assoluto!!!

Il percorso è durato circa 2 ore e tralasciando le condizioni pietose in cui eravamo, la fame e la stanchezza, alla fine siamo riusciti a raggiungere il Daibutsu.

Non si chiama Grande Buddha per niente: rispetto a quello di Nara che è in bronzo e si trova all’interno del santuario, questo è in pietra e si trova all’aperto. E’ così imponente che lascia di stucco e sembra quasi che il suo capo tocchi il cielo.

Daibutsu

A questo punto, finita la giornata ed esausti, siamo tornati verso la stazione JR di Kamakura, a circa 1.5km dal Buddha e da lì, una volta rientrati a Tokyo, siamo subito corsi a mangiare!!

Giorno 11 – Tokyo

Ultimo giorno pieno a Tokyo da dedicare allo shopping e per prepararsi mentalmente al rientro.

Siamo rimasti quasi tutto il tempo in giro per Ueno, nella direzione opposta alla stazione e andando verso Asakusa, c’è un’intera zona dedicata a negozi di articoli per la ristorazione. Molti di questi negozi vendevano riproduzioni in plastica di pietanze che i ristoratori espongono nelle vetrine dei loro locali per far capire ai possibili clienti come saranno i piatti che andranno ad ordinare.

Abbiamo scovato delle piccole botteghe di artigianato locale con in vendita ciotole, ciotoline, tazze, bicchieri tipici giapponesi a poco più di 100yen al pezzo e ne abbiamo letteralmente riempito la valigia!

Giorno 12 – Tokyo/Italia

E’ tempo di rientrare. I giorni a disposizione non sono stati molti e ci siamo ripromessi che sarebbe stato solo un arrivederci. Rientriamo con la malinconia di lasciare un paese che ci ha profondamente cambiati, soprattutto me.

Ancora oggi se ci penso a volte non ci credo che sia passato così tanto tempo. Spero di tornarci a breve insieme a Matías per aggiungere nuove tappe e vedere quanto sia cambiato il paese in questi 13 anni.

E tu, sei mai stato in Giappone? Hai mai pensato di visitarlo?

Questo articolo ha 2 commenti

  1. Luca

    Itinerario davvero ben fatto, ricco di informazioni utili per pianificare un bel viaggio in Giappone. Complimenti

    1. erika

      grazieeee!!! Sono contenta che ti sia piaciuto!

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