Tra le tante escursioni fatte in questi anni di Dolomiti, ce n’è una su tutte che ci ha fatto davvero sudare😅. Parlo del trekking in Val di Fiemme da Passo Feudo fino al rifugio Torre di Pisa. E’ stato uno dei più impegnativi ma la soddisfazione che abbiamo provato nel raggiungere la vetta è impareggiabile.
La Val di Fiemme, offre tantissimi trekking anche a portata di bambini, forse questo è adatto ai più allenati ma continuate a leggere e vi racconterò la nostra esperienza e potrete avventurarvi anche voi su fino al rifugio Torre di Pisa senza problemi!
Il Rifugio Torre di Pisa è un rifugio alpino nel gruppo del Latemar, si trova ad una quota di 2671 m s.l.m. ed è unico nel suo genere. Prende il nome da un pinnacolo posto pochi metri dietro il rifugio chiamato proprio Torre di Pisa data la sua forma e la sua struttura pendente simile al famoso monumento in Toscana. Una volta raggiunta la vetta è possibile avere una panoramica degli abitati di Predazzo, parte di Tesero, Passo Rolle e Passo di Lavazè.
Come arrivare
In auto. Autostrada Brennero/Modena (A22), uscita di Egna/Ora, seguire la Statale delle Dolomiti (SS 48) per Cavalese, proseguire in direzione Predazzo. Ampi parcheggi sono disponibili nella zona degli impianti di risalita.
In bus. Linea 101 sulla tratta Cavalese/Predazzo/Moena/Canazei/Penia oppure linea 104 sulla tratta Trento/Egna/Ora/Cavalese. E’ possibile acquistare i biglietti nelle stazioni o edicole delle località o direttamente a bordo.
Quando andare
Luogo praticamente irraggiungibile di inverno se non con gli sci, ma molto accessibile d’estate, infatti è meta turistica per molti escursionisti.
Cosa portare
Scarpe da trekking: in alcuni punti la roccia può diventare scivolosa. Utilissimi a nostro avviso i bastoni da trekking. Copricapo, scorta d’acqua e scorta di cibo se non volete fermarvi al ristorante del rifugio, occhiali da sole e protezione solare.
Val di Fiemme: trekking fino al rifugio Torre di Pisa
Ci sono vari modi per raggiungere Torre di Pisa, il punto di partenza del sentiero n. 516 è il Passo Feudo. Noi lo abbiamo raggiunto da Predazzo utilizzando la telecabina Predazzo-Gardonè. Prima di proseguire con la seggiovia fino al Passo Feudo, essendo arrivati molto presto, abbiamo fatto una breve tappa per scoprire insieme a Matías un sentiero tematico della MontagnAnimata: La Foresta dei Draghi.

E’ un sentiero pianeggiante, adatto a tutti i bambini e il percorso ad anello dura poco meno di 1ora. Il divertimento per i bambini è il gioco libro con cui scoprire la storia e la leggenda dei draghi un tempo abitanti di questa montagna.
Una volta terminato il percorso, siamo saliti sulla seggiovia per raggiungere Passo Feudo e da lì abbiamo imboccato il sentiero nr. 516 con le indicazioni per Torre di Pisa.

Il sentiero parte subito con una salita ripida che poi si alleggerisce leggermente, attraversando poi un bellissimo prato. Sul primo tratto di sentiero si incontrano, a sinistra, gli omeneti: classici segnavia di sassi fatti dagli escursionisti per segnalare il percorso in caso di nebbia. Sono costruzioni molto particolari, in tedesco vengono chiamati “stoanmandln” (uomini di pietra).

Abbiamo continuato a salire a zig zag, con alla nostra destra i prati verdi e i pascoli e alla sinistra rocce bianche. Da qui il sentiero si è trasformato quasi totalmente in un percorso di sassi e rocce. Guardando in alto riuscivamo a vedere il rifugio e ci sembra quasi irraggiungibile.

La parte finale del percorso è stata la più pesante di tutti. Non so se fosse per il molto caldo oppure perché la nostra giornata era cominciata presto, ma Matías, che non si lamenta mai, ha iniziato ad avvalorare la tesi di Gianluca: li porto in escursioni sulle montagne per farli fuori!🤣🤣🤣🤣🤣🤣
L’ultimo tratto di sentiero è senza dubbio un paradiso per tutti gli amanti della geologia; tra le classiche rocce bianche si possono trovare filoni di porfido più scuri dovuti all’esplosione del vulcano di Predazzo avvenuta milioni di anni fa.

La famosa Torre di Pisa è alta circa 40 metri e spicca alle spalle dell’omonimo rifugio; è una delle guglie dolomitiche più fotografate in assoluto. Per i più volenterosi, il sentiero n°516 prosegue in direzione Forcella dei Camosci, ben indicata sulla segnaletica presente in vetta poco dopo il rifugio, all’altezza della piazzola di atterraggio degli elicotteri.

Ammetto che questa volta siamo arrivati in cima molto stanchi, ma la vista e la polenta ai funghi del rifugio😎, ci hanno ripagato di tutta la fatica! Da qui c’è una vista FANTASTICA a 360° sulle Dolomiti!!!

La strada di rientro è la stessa; è bene prestare molta attenzione nel tratto roccioso perché oltre ad essere in pendenza, è stretto e scivoloso.
Nonostante i membri di questa famiglia restino convinti dei miei piani di eliminazione, alla fine eravamo tutti d’accordo sul fatto che sia stata un’esperienza indimenticabile!



