Ormai è palese il mio amore per le Dolomiti. Ogni giorno passato tra quelle montagne fanno si che la mia passione per loro aumenti. Era da tempo che volevo fare l’escursione alle Torri del Vajolet e finalmente ci siamo riusciti durante il nostro soggiorno tra la Val di Fiemme e la Val di Fassa.
In questo articolo vi racconterò quella che è stata la nostra escursione alle Torri del Vajolet e come arrivare.
Le Torri del Vajolet sono un insieme di sette guglie montuose di dolomia, una roccia sedimentaria carbonatica costituita principalmente dal minerale dolomite, e si ergono al centro del gruppo del Catinaccio.
La vetta più alta è chiamata anche vetta principale, mentre le più famose sono la Delago, la Stabeler e la Winkler, conosciute anche come Torri Meridionali del Vajolet. Ci sono diversi modi per raggiungere le torri, ognuna con una difficoltà diversa. Ai piedi delle Torri del Vajolet, sorge il Rifugio Re Alberto I.
Come arrivare
In auto. La Val di Fassa è raggiungibile attraverso l’autostrada del Brennero A22, prendere l’uscita Egna/Ora e proseguire sulla SS 48 delle Dolomiti. Attraversare tutta la Val di Fiemme fino ad arrivare a Vigo di Fassa. In zona funivia si trovano sempre ampi parcheggi.
In treno. Le stazioni ferroviarie più vicine sono quelle di Trento, Bolzano e Ora. Da tutte e tre le stazioni ferroviarie, partono giornalmente bus per la Val di Fassa.
In bus. E’ possibile raggiungere la Val di Fassa con autobus GT che collegano i principali aeroporti e le principali città italiane. Consulta la pagina ufficiale della Val di Fassa per maggiori dettagli.
Quando andare
L’estate è la stagione migliore per fare questo tipo di escursione. La zona, durante l’inverno, è super attrezzata per gli sport invernali.
Cosa portare
Scarpe da trekking, bastoni da trekking se li utilizzati. Scorte di acqua e cibo se non avete intenzione di fermarvi nei rifugi. Abbigliamento adeguato. Da ricordare che in estate il meteo può essere imprevedibile e cambiare in modo repentino quindi consiglio sempre giacca anti-pioggia.
Escursione alle Torri del Vajolet: partenza da Vigo di Fassa
Quando ho deciso di inserire l’escursione alle Torri del Vajolet pensavo che questa sarebbe stata la più pesante tra tutte. Nonostante Matías sia un gran camminatore e nonostante si lamenti davvero poco, cerco sempre di alternare escursioni più impegnative ad altre più semplice. Questo anche per via della nomea da sterminatrice di famiglia che mi ritrovo.😅😅
Ho imparato però, che in alcuni casi la difficoltà e la “pesantezza” di determinate escursioni, può diventare un fattore soggettivo infatti per noi, è stata più impegnativa l’escursione alla Torre di Pisa che questa.

Per raggiungere le Torri del Vajolet, ci sono diversi modi con diversi gradi di difficoltà, noi abbiamo scelto il modo più semplice e di conseguenza anche quello più frequentato. Una volta raggiunta Vigo di Fassa, abbiamo preso la funivia Vigo-Campedie che in pochissimi minuti ci ha portato a 2000mt raggiungendo così il rifugio Ciampedie. Il primo rifugio di una lunga serie.

Il sentiero per raggiungere la nostra meta è davvero semplice, la strada è quasi totalmente in piano, tranne che per il tratto finale.
Il Sentiero che dal Ciampedie porta alle Torri del Vajolet è il nr 540 e in meno di 30 minuti vi farà raggiungere il Rifugio Gardeccia e in un’ora circa vi porterà su fino ai rifugi Vajolet e Preuss.

Il panorama che vi circonderà per tutto il percorso sarà mozzafiato. Entrerete ed uscirete con facilità dal bosco e le vette del gruppo del Catinaccio resteranno sempre ben visibili.

Poco prima di raggiungere il secondo rifugio di questa escursione, passerete a fianco al Rifugio Catinaccio purtroppo ormai abbandonato da diverso tempo, anche da qui la vista sulle Dolomiti lascia sempre senza parole. Proseguendo si raggiungeranno finalmente Baia Enrosadira, il Rifugio Gardeccia e il Rifugio Stella Alpina.
Rifugio Gardeccia

Vi consiglio qui di fare una bella pausa, siete a metà del percorso e la parte più difficile inizia tra poco. Il Gardeccia ha dei bagni pubblici esterni a pagamento oppure, se consumate qualcosa, potete andare in quelli interni al rifugio.

Piccola parentesi: siamo frequentatori assidui di rifugi montani, un po’ perché ci piace l’atmosfera calda e accogliente che si respira, un po’ perché si mangia e si beve divinamente😋. Oltre a questi motivi, ne abbiamo un terzo che include anche Matías: nei negozi di souvenir delle Dolomiti, è possibile acquistare il “passaporto delle Dolomiti”.
Lo scopo di questo passaporto è quello di collezionare i timbri di tutti i rifugi che si incontrano durante le varie escursioni, proprio come si fa con i timbri dei vari paesi che uno visita.
Quindi, io e Matías, andiamo letteralmente a caccia di rifugi per collezionare quanti più timbri possibili e solo durante questa giornata siamo riusciti a completare quasi due pagine di passaporto!🥰😎

Dopo una bella sosta dove ci siamo fermati a bere, mangiare mettere timbri e consultare i menu😅, siamo ripartiti in direzione Rifugio Vajolet.

Da qui inizia la salita e in lontananza si riesce a scorgere la meta.
Questa parte è stata un po’ impegnativa, non per la sua difficoltà ma perché ha iniziato a piovere e nonostante fossimo attrezzati con giacche antipioggia e copri zaini, abbiamo dovuto proseguire a rilento e con maggior attenzione.
Rifugio Vajolet e Preuss

Saprete di aver terminato la salita quando avrete raggiunto il Rifugio Preuss.
Siamo entrati per il timbro sul passaporto ma vista la pioggia, la parte esterna, era inutilizzabile e quella interna troppo piccola. Abbiamo così deciso di fermarci per il pranzo al rifugio Vajolet nella speranza che la pioggia finisse e che potessimo continuare fino al Rifugio Re Alberto I fino ai piedi delle Torri del Vajolet.

Ricordate l’atmosfera calda e accogliente che si respira nei rifugi di montagna? Bene, il rifugio dove l’abbiamo respirata di più è stato proprio il rifugio Vajolet. Sicuramente la pioggia e il freddino di inizio settembre hanno contribuito alla sensazione di calore e di “casa” che ci ha travolti una volta all’interno.
Questo rifugio conserva ancora l’aspetto tipico di montagna e anche la zona ristorante resta fedele all’uso originario cioè accogliere gli escursionisti stanchi e affamati giunti fin quassu.
Non esistono tavoli singoli ma tavolate da condividere con altre persone: noi ci siamo ritrovati a tavola con una coppia francese e degli alpinisti del CAI Abruzzo. E’ stata una bella esperienza di condivisione.
Per non parlare della polenta ai funghi e salsiccia davvero SPETTACOLARE!

Una volta riempite le pance, siamo usciti nella speranza di poter raggiungere le Torri del Vajolet ma la pioggia non aveva smesso nemmeno per un secondo e anzi, le previsioni meteo segnalavano peggioramenti. Così, viste le condizioni meteo e visto che il sentiero nr 542 è per escursionisti esperti, non abbiamo voluto rischiare così le torri le abbiamo intraviste dal Rifugio Vajolet.

A malincuore ma con la promessa che saremo ritornati per finire la nostra escursione alle Torri del Vajolet, abbiamo iniziato la discesa verso Ciampedie godendoci tutto il panorama e interagendo sempre con gli abitanti del luogo.🐮

La montagna, in questi anni, ci ha insegnato che il meteo è davvero imprevedibile e tornando verso la funivia, la pioggia è sparita e il cielo da grigio è diventato azzurro.

Torneremo sicuramente per completare la missione. E’ stata comunque un’escursione bellissima!😍🥰



